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Contratto di espansione 2022: guida aggiornata

10 Gennaio 2022 in Speciali

Il contratto di espansione introdotto nel 2019 dal decreto Crescita  in forma sperimentale prevede un regime di aiuto  per la riorganizzazione delle imprese  basato su un accordo  in sede governativa con le rappresentanze sindacale che comprende:

  1. cassa integrazione straordinaria  e 
  2. esodo anticipato fino a 5 anni dei lavoratori con assegno ponte 
  3. piano di formazione e riqualificazione per i lavoratori che rimangono e
  4. piano di  assunzioni per agevolare il turn-over generazionale e di competenze;

Sostituisce l'istituto previsto dall'art 41 del D.LGS 148-2015 ( contratto di solidarietà espansiva) ed è  rivolto alle imprese in crisi che  intendano avviare modifiche organizzative e produttive finalizzate all'innovazione tecnologica,

Con la legge di bilancio 2022  la disciplina è stata prorogata  anche al 2022 e 2023 e  l'applicazione ampliata ad aziende di qualsiasi settore con almeno 50 dipendenti) il numero si può raggiungere anche con una rete di imprese).

Vediamo di seguito le principali caratteristiche e le modalità di accesso oggi in vigore.

Contratto di espansione e accordi sindacali

Non cambiano per il 2022 le modalità di realizzazione del contratto di espansione.

Per presentare il piano l’impresa  deve  :

  1. concordare con le  RSA o alla RSU delle associazioni sindacali comparativamente più rappresentative  le cause di sospensione o di riduzione dell'orario di lavoro, l'entità e la durata prevedibile, il numero dei lavoratori interessati, nonchè la volontà di sottoscrivere un contratto di espansione ex art. 41 comma 5 e 5 bis D.Lgs. 148/2015.  
  2. Deve anche essere presentata domanda di esame congiunto della situazione aziendale al competente al Ministero del lavoro e delle politiche sociali,  o agli uffici regionali .

Per i lavoratori interessati dal piano di formazione e di riqualificazione e che non si trovano nella condizione di beneficiare dello scivolo pensionistico è  prevista una cassa integrazione per un massimo di 18 mesi in cui  la riduzione media oraria non può superare il 30% dell'orario giornaliero, settimanale o mensile dei lavoratori interessati.

Inoltre, per ciascun lavoratore la percentuale di riduzione complessiva dell'orario di lavoro può essere concordata, fino al 100% nel periodo coperto dal contratto.

Scivolo pensionistico del contratto di espansione: requisiti e costi

Il contratto di espansione consente di avviare piani concordati di esodo per i lavoratori  che si trovino a non più di 60 mesi (5 anni) dal conseguimento del diritto alla pensione ( che puo essere sia di vecchiaia che pensione anticipata legge 92 2012). Nei 60 mesi sono compresi anche i 3 mesi di decorrenza ritardata (le cd. finestre)  in caso di accesso alle pensioni anticipate .

 Gli interessati devono dare il loro consenso in forma scritta. L'accordo puo riguardare anche un periodo inferiore ai 5 anni.

A questi lavoratori il datore di lavoro riconosce un'indennità mensile, "di esodo", commisurata al trattamento pensionistico lordo maturato dal lavoratore al momento della cessazione del rapporto,  fino alla  prima decorrenza utile della pensione . 

Per il versamento dell'indennità  l'azienda gode del contributo dello Stato per 24 mesi   pari all'importo  di NASPI che sarebbe spettato al lavoratore .

Se l'uscita è correlata alla decorrenza di una  pensione anticipata ( ma non Quota 100 o Quota 102), il datore di lavoro versa anche i contributi previdenziali utili al conseguimento del diritto, ridotti  dell'importo della  contribuzione figurativa, che viene comunque calcolata per intero.

Si sottolinea che la legge di bilancio 2022 ha modificato anche il meccanismo di decalage della NASPI che ora non inizia a scendere dal 4° mese bensi:

  • a partire dal 6 mese per i lavoratori fino a 49 anni
  • a partire dal 8° mese per i lavoratori dai 50 anni 

Questo porta un ulteriore risparmio per i datori di lavoro, in particolare nelle aziende in cui lo scivolo pensionistico venga utilizzato solo per due anni . Dopo i primi due anni che corrispondono alla  durata della NASPI, infatti, i costi dell'indennità ponte sono interamente a carico del datore di lavoro . 

Ulteriore agevolazione in caso di nuove assunzioni e novità 2022

Un ulteriore beneficio è garantito alle imprese o gruppi di imprese con un organico superiore a 1.000 unità lavorative che  si impegnino ad effettuare almeno una assunzione per ogni tre lavoratori che usufruiscono dello scivolo pensionistico: in questo caso  la riduzione dei versamenti  spetta per  ulteriori 12 mesi.

L'opportunità consente di ridurre i costi complessivi di personale in quanto le nuove assunzioni saranno meno onerose. Sono possibili anche assunzioni a  tempo parziale.

La legge di bilancio 2022 anche su questo punto rende lo strumento piu conveniente in quanto ricomprende tra i lavoratori che possono essere assunti con contratto di apprendistato professionalizzante, che non prevede limiti di età ,  i lavoratori in cassa integrazione straordinaria,  se cioòrisponde al piano di riorganizzazione e apporta nuove competenze all'azienda .

Confronto tra contratto di espansione e Isopensione

isopensione contratto di espansione
aziende interessate  sopra i 15 dipendenti imprese o reti di imprese sopra i 250 dipendenti 
requisiti prepensionamento 7 anni di distanza dalla decorrenza della pensione (fino al 2023) poi 4 5 anni
costi per il datore di lavoro piu costoso: indennità ponte + contribuzione calcolata sulla retribuzione degli ultimi 48 mesi meno costoso:

  •  solo indennità ponte  verso la pensione di vecchiaia 
  • indennità +  (contribuzione – valore della naspi) verso la pensione anticipata per 2 anni poi indennità + contribuzione
adempimenti accordo sindacale accordo sindacale in sede governativa
tutela per i lavoratori da modifiche formative future salvaguardia solo se prevista nell'accordo salvaguardia a norma di legge

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