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Problemi per i professionisti che erogano servizi gratuiti ad amici

25 Maggio 2016 in Notizie Fiscali

Il problema riguarda da vicino i commercialisti, in particolare per le dichiarazioni dei redditi fatte gratuitamente per amici e conoscenti e trasmesse all'Agenzia delle Entrate senza essere fatturate.

Solitamente il procedimento è il seguente:

1. tramite un questionario l'ufficio dell'Agenzia delle Entrate chiede all'intermediario abilitato di esibire le fatture emesse in un determinato periodo d'imposta.

2. I funzionari accertatori rettificano i compensi/ricavi dichiarati dal professionista; basandosi sull'elenco dei clienti presenti nelle fatture emesse e sulle dichiarazioni inviate. A norma dell'art. 39, comma 1, lettera d del DPR 600/73 vige l'accertamento analitico induttivo che autorizza una rettifica presuntiva.

3. I funzionari accertatori calcolano presunti maggiori ricavi basandosi sui parametri previsti nella tabella C allegata al DM 140/2012 per le diverse dichiarazioni ( redditi, iva, irap,…).

Ad esempio gli importi previsti per il 2011 sono:

  • 170 euro per ogni dichiarazione dei redditi di contribuenti senza partita iva
  • 470 euro per ogni dichiarazione di persone fisiche titolari di partita iva
  • 570 euro per ogni dichiarazione delle società di persone
  • 670 euro per ogni dichiarazione delle societù di capitali.

Ad appesantire ciò, il fatto che per le ditte individuali e per le società, gli uffici ricollegano oltre alla compilazione e presentazione della dichiarazione dei redditi, anche servizi di consulenza e contabilità durante l'anno.

Gli unici soggetti a cui gli Uffici riconoscono la gratuità della prestazione sono i congiunti del titolare dello studio, data l'antieconomicità della compilazione e presentazione delle dichiarazione dei redditi a titolo gartuito a qualsiasi altro sogetto.

 

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