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Obbligo di repechage anche con mansioni inferiori

12 Giugno 2017 in Notizie Fiscali
Fonte: Fisco e Tasse

Nell'ipotesi di licenziamento per giustificato motivo oggettivo conseguente a soppressione del posto di lavoro a seguito di riorganizzazione aziendale, il datore di lavoro ha l'onere di verificare la presenza di mansioni anche inferiori da assegnare al dipendente in esubero ., In particolare nel caso  sia presumibile una sua disponibilità al loro svolgimento. Questo il principio di diritto affermato dalla Cassazione nella sentenza n. 13379 del 26 maggio 2017

Nel caso specifico un lavoratore era stato licenziato per giustificato motivo oggettivo,per soppressione del posto di lavoro come rilevatore dei prezzi dei prodotti delle società concorrenti.  Sia la Corte territoriale che la corte di appello a cui aveva fatto ricorso, avevano dato ragione all'azienda, in quanto  si riteneva l'effettiva ricorrenza del giustificato motivo oggettivo per la soppressione delle mansioni,  svolte in maniera quasi esclusiva dal lavoratore.

Il datore di lavoro aveva escluso pure la possibilità di un suo diverso reimpiego in altri punti vendita della società, in mancanza di posti vacanti del suo stesso livello di inquadramento e si dhiarava non obbligato ad aoffrire mansioni inferiori in quando il lavoratore non aveva manifestato tael disponibilità 

I giudici della Cassazione hanno respinto i primi quattro motivi di ricorso   del lavoratore ma accolgono il quinto , cassando la sentenza impugnata.

Viene  affermato che da quanto accertato dalla Corte territoriale  il lavoratore, accanto alle mansioni prevalenti di rilevatore dei prezzi dei prodotti delle società concorrenti, aveva sempre negli anni  continuato una volta la settimana , a svolgere mansioni  inferiori, genericamente inerenti all'attività del punto vendita cui era adibito. Si deve, pertanto, ritenere – secondo i giudici di Cassazione – che egli di fatto svolgesse mansioni promiscue, tutte da lui esigibili, in quanto ordinariamente rese.

E allora,  concludono gli ermellini "non pare corretto l'assunto della Corte territoriale di esenzione della società datrice da un obbligo di repechage anche in ordine a quelle mansioni inferiori,  in contrasto con la superiore circostanza accertata, dell'assenza di ogni disponibilità, ad un patto di dequalificazione. Per tale ragione, l'obbligo di repechage della società datrice doveva essere esteso anche alle suddette mansioni" 

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