Licenziamento illegittimo anche se il posto di lavoro è soppresso

Autore: redazione
7 settembre 2017

Come noto il licenziamento per ragioni economiche è legittimo, e tra  le motivazioni rientra la  migliore efficienza gestionale o produttiva o anche l' aumento della redditività di impresa, oltre che  condizioni di particolare difficoltà economica. La Cassazione ha specifica però che tale motivo  si applica solo   una volta che  ne sia stato verificato il nesso causale con la soppressione del posto di lavoro del dipendente licenziato.  In assenza di tale dimostrazione il lavoratore va reintegrato.  la Cassazione lo ha ribadito  in una recente sentenza, la n. 19655 del 9 agosto 2017.

Un lavoratore, dipendente di un’azienda operante nel settore automobilistico era stato licenziato  per la soppressione del  reparto  in cui lavorava (Ricerche e Sviluppo per il collaudo, la sperimentazione e l’analisi tecnica delle vetture) per la cessazione del rapporto con un fornitore cinese. Il tribunale  cui aveva fatto ricorso ritenne legittimo il licenziamento .

La Corte d'Appello di  Campobasso invece aveva dichiarato l'illegittimità del licenziamento per riduzione di personale e  condannava l'azienda alla reintegrazione nel posto di lavoro e al pagamento, in suo favore a titolo risarcitorio, delle retribuzioni maturate dal licenziamento e  dei relativi oneri previdenziali.

L’azienda ha presentato ricorso in Cassazione, motivando con  l'omessa considerazione di incontestati elementi fattuali provati in giudizio, quali la soppressione del reparto e anche perché era stata  negata la possibilità di ulteriori specificazioni  delle più ampie ragioni esposte nella lettera di licenziamento;

I giudici della Cassazione hanno  però considerato il ricorso inammissibile, in quanto non sono state evidenziate  le prove effettive di collegamento tra la soppressione del reparto e la necessità di licenziare il dipendente.

 

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