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Equo compenso, rafforzamento nella legge di stabilità

20 Dicembre 2017 in Notizie Fiscali

L'equo compenso per i professionisti è ormai una realta; la norma è entrata in vigore il 6 dicembre scorso grazie ad un emendamento  al decreto fiscale n. 148 2017  che ha inglobato  due interi ddl    in fase di discussione.

Sul tema è stato  già approvato in Commissione Bilancio, alla Camera, l'emendamento alla legge di bilancio, firmato dall'On. Di Girolamo, che prevede:

  •   riferimento più stringente, ma comunque non vincolante, ai parametri stabiliti con decreti ministeriali 
  •  la trattativa tra le parti non verrà considerato elemento utile di per sè ad escludere  la vessatorietà,(possibile motivo di nullità del contratto) tenuto conto della disparità di forze contrattuali;
  • Diventano 3 gli anni come temine di decadenza per l’azione di nullità riservata al professionista in presenza di clausole contrattuali vessatorie.

Sulla norma attualmente in vigore  si è registrato il parere negativo dell'Antitrust, che senza mezzi termini la considera una surrettizia reintroduzione delle tariffe minime.

Al contrario, si è espresso in un articolo sul Sole 24 Ore  con parere esattamente opposto, l'ex presidente della Corte Costituzionale ed ex ministro delle Finanze  Franco Gallo.  Afferma che la norma non puo far rivivere i vecchi minimi tariffari in quanto limita l’applicazione del regime dell’equo compenso alle grandi imprese, agli istituti bancari ed assicurativi e alla Pubblica amministrazione, e cioè ai soggetti che hanno una particolare rilevanza economica e una notevole forza contrattuale, escludendo le piccole e medie imprese.  In tal modo, l'equo compenso "non comporta alcuna deroga alle regole della concorrenza e al processo di liberalizzazione grado di far rivivere il generale regime dei minimi tariffari."

Inoltre, piu precisamente, Gallo osserva che negli ultimi anni si è assistito a una sorta di  schizofrenia degli interventi normativi in materia di professioni .

I professionisti  sono visti   come imprenditori dalla Legge  annuale per il mercato e la concorrenza del 4 agosto 2017, n. 124 (con la nuova disciplina delle società di ingegneria, della professione notarile e delle società tra avvocati), mentre dall'altra, con la   legge n. 81/2017,  con le  «Misure per la tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale»,  e il decreto fiscale n. 148 del 16 ottobre 2017,   semprano essere assimilati a semplici lavoratori cui assicurare il giusto compenso per il lavoro svolto , da parte delle imprese, alla stregua dei dipendenti,   in ossequio agli artt. 35 e 36 della Costituzione.

Si puo forse osservare che  c'è bisogno di entrambe le visioni e relative regole di funzionamento, perche la realtà del lavoro professionale è molto variegata e comprende  sia giovani professionisti appena usciti dal tirocinio  che collaborano come lavoratori parasubordinati , sia grandi associazioni di professionisti affermati  con una organizzazione molto simile a quella aziendale. 

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