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Bonus mamma: sarà anche tutte per le donne straniere

18 Dicembre 2017 in Notizie Fiscali
Fonte: Inps

L'inps ha emanato un comunicato  riguardante l' ordinanza n. 6019/2017 del 12 dicembre 2017  con cui il Tribunale di Milano ha accolto  un ricorso   contro  le circolari Inps in materia di “Premio alla nascita”,(cd. bonus mamma)  per averne limitato l’accesso alle sole donne titolari della carta di soggiorno o carta di soggiorno permanente. 

Il Tribunale ha conseguentemente ordinato all’Inps di estendere il beneficio del premio alla nascita a tutte le future madri regolarmente presenti in Italia che ne facciano domanda e che si trovino nelle condizioni previste dall’articolo 1, comma 353, della Legge 232 del 2016. (Il premio alla nascita viene corrisposto direttamente dall’INPS in relazione a ogni figlio nato, adottato o affidato dal 1° gennaio 2017.  I requisiti sono : residenza in Italia;  cittadinanza italiana o comunitaria; le cittadine non comunitarie in possesso dello status di rifugiato politico e protezione sussidiaria sono equiparate alle cittadine italiane per effetto dell’ art. 27 del Decreto Legislativo n. 251/2007; per le cittadine non comunitarie,  possesso del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo di cui all’articolo 9 del Decreto Legislativo n. 286/1998 oppure di una delle carte di soggiorno per familiari di cittadini UE  (cfr. circolare INPS 214 del 2016).

L'inps precisa che le circolari Inps, secondo cui il premio per la nascita di 800 euro  non poteva essere  garantito  alle madri o future madri straniere senza Carta di soggiorno, sono state redatte seguendo le indicazioni scritte della Presidenza del Consiglio dei ministri.

L'Istituto aveva fatto presente  questa restrizioni e da alcuni mesi aveva chiesto ai Ministeri di valutare la possibilità di cambiare orientamento. A seguito dell’ordinanza sopra citata, l’INPS ora ha  interessato i Ministeri vigilanti e la Presidenza del Consiglio dei Ministri e sta predisponendo i necessari interventi sulle procedure telematiche per consentire l'accesso  a tutte le madri straniere regolarmente rsidenti in Italia, anche prive di documenti di soggiorno di lungo periodo.

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