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Aspettativa di vita: l’Istat conferma l’aumento

25 Ottobre 2017 in Notizie Fiscali

Sono stati diffusi ieri dall'Istat i dati relativi alla mortalità della popolazione italiana nel 2016 e sull'aspettativa  media di  vita. I dati confermano un aumento  medio nel territorio nazionale di oltre 7 mesi .

Ora , come previsto dalle riforme delle pensioni (Dini 2009 e poi Fornero 2011)  il Governo dovrà emettere il decreto che  fa scattare l'aumento dell'età pensionabile a 67 anni a partire dal 2019.  Si tratta di cinque mesi rispetto  ai 66 e 7 mesi di oggi.

Il  collegamento automatico tra speranza di vita ed eta per la pensione di vecchiaia  era stato deciso per fronteggiare gli aumenti di spesa previdenziale connessi con la maggiore aspettativa di vita dei lavoratori.

 Come noto i sindacati e anche alcune forze politiche giudicano molto negativamente questo meccanismo e hanno chiesto  inutilmente negli ultimi mesi al Governo di bloccare gli scatti automatici . Sia il ministro dell'economia che il presidente dell'Inps si sono detti nettamente contrari in quanto ritengono necessario  garantire anche ai piu giovani la possibilità di vedersi pagato un assegno previdenziale, anche se questo arriverà molto piu tardi che per le generazioni passate. 

Riportiamo alcuni stralci del comunicato ISTAT: 

"Nel 2016 sono stati registrati oltre 615 mila decessi tra i cittadini residenti, 32 mila in meno del 2015 (-5%). In rapporto al numero di residenti, nel 2016 sono deceduti 10,1 individui ogni mille abitanti, contro i 10,7 del 2015. La riduzione nel numero di morti risulta territorialmente omogenea, pur risultando più ampia nel Nord-ovest (-5,6%) e nel Sud (-5,7%).

Il 2016 è stato l'anno più favorevole tra gli ultimi quattro sotto il profilo della sopravvivenza. Il tasso standardizzato di mortalità è pari all'8,2 per mille, inferiore anche a quello riscontrato nel favorevole 2014 (8,4 per mille). (..)

Per il totale dei residenti la speranza di vita alla nascita si attesta a 82,8 anni (+0,4 sul 2015, +0,2 sul 2014) e nei confronti del 2013 risulta essersi allungata di oltre sette mesi. La speranza di vita alla nascita risulta come di consueto più elevata per le donne – 85 anni – ma il vantaggio nei confronti degli uomini – 80,6 anni – si limita a 4,5 anni di vita in più.

La speranza di vita aumenta in ogni classe di età. A 65 anni arriva a 20,7 anni per il totale dei residenti, allungandosi di cinque mesi rispetto a quella registrata nel 2013. A tale età la prospettiva di vita ulteriore presenta una differenza meno marcata tra uomini e donne (rispettivamente 19,1 e 22,3 anni) che alla nascita.

Rispetto a 40 anni fa la probabilità di morire nel primo anno di vita si è abbattuta di oltre sette volte, mentre quella di morire a 65 anni di età si è più che dimezzata.

(…) Nel 2016 si registra una leggera riduzione delle diseguaglianze territoriali di sopravvivenza, che tuttavia permangono significative. I valori massimi di speranza di vita si hanno nel Nord-est, dove gli uomini possono contare su 81 anni di vita media e le donne su 85,6. (…)"

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