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Quando una società in perdita è considerata di comodo?

17 Gennaio 2016 in Domande e risposte

Le societa' che hanno superato il test di operatività  sono lo stesso, considerate non operative o di comodo, se "presentano dichiarazioni in perdita fiscale per cinque periodi d'imposta consecutivi".

La non operatività è presunta a decorrere dal successivo sesto periodo d’imposta". In sostanza, si può affermare che:

  • i cinque periodi d'imposta in perdita devono essere consecutivi, per cui se per un solo periodo d’imposta viene dichiarato un reddito imponibile, si "riparte da zero" per calcolare un nuovo triennio;
  •  non rileva in alcun modo il risultato civilistico, per cui la società che rileva in bilancio una perdita, ma che per effetto delle riprese fiscali dichiara un reddito imponibile non rientra nella nuova presunzione. Infatti, una perdita fiscale si consegue quando in sede di dichiarazione dei redditi, si giunge ad un risultato finale negativo apportando al risultato civilistico le variazioni in aumento o in diminuzione previste dalle norme fiscali;
  •  in virtù del riferimento ai "periodi d'imposta", e non agli esercizi, il requisito deve essere valutato prendendo in considerazione le ultime cinque dichiarazioni fiscali, anche se, per esempio, l'esercizio sociale viene frazionato in due periodi d'imposta per effetto di operazioni straordinarie;
  • la presunzione di “non operatività” opera a decorrere dal sesto anno successivo.

Nel 2016 saranno pertanto considerate di comodo le società che nel 2010 – 2011 – 2012 – 2013 – 2014 hanno un risultato fiscale in perdita oppure che hanno quattro periodi di imposta in perdita e uno con un reddito sotto quello minimo previsto per le società di comodo.

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