Come viene calcolata l’imposta sostitutiva per l’estromissione di immobili?

25 Febbraio 2008 in Domande e risposte

L’imposta sostitutiva di Irpef, Irap e Iva risulta pari al 10 per cento della differenza tra il valore normale e il valore fiscalmente riconosciuto dell’immobile.

Il valore normale scaturisce dalla moltiplicazione tra i moltiplicatori e la rendita catastale rivalutata del 5 per cento; se l’immobile non è ancora stato iscritto nel Catasto edilizio urbano, la rendita sarà quella stabilità dall’articolo 12, del Decreto Legge numero 70 del 1988.
Il decreto ministeriale del 14 Dicembre 1991, ha stabilito i seguenti coefficienti moltiplicatori:

  • 50, in caso di immobile compreso nella categoria catastale D (opifici) o nella categoria A/10 (uffici);
  • 34, se l’unità immobiliare viene ricompresa nella categoria C/1 (negozi);
  • 100, nei restanti casi.

Secondo quanto precisato in occasione di Telefisco 2008, ai fini della determinazione del valore normale, le rendite catastali debbano essere altresì, maggiorate con le percentuali (rispettivamente del 40 per cento per gli immobili di categoria B e del 20 per cento per gli altri immobili) previste dai decreti legge n. 262 del 2006 e 168 del 2004.

Il costo fiscalmente riconosciuto viene ottenuto dalla differenza tra il valore contabile dell’immobile, indicato nel libro inventario o nel registro dei beni ammortizzabili, ed il relativo fondo ammortamento al 31 Dicembre 2007.

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